LEFT LANE CRUISER

Categories:Concerti, Gli artisti

I Left Lane Cruiser vengono dall’Indiana, suonano sui marciapiedi e probabilmente si lavano poco. Se anche si lavano, hanno addosso la puzza del blues marcio, quello con pochi denti, pochissimi soldi e nessun posto dove dormire la notte. Joe Evans è la perfetta definizione di “voce impastata dal whiskey”: un timbro ruvido, grezzo e urlato, che a volte arriva a ricordare il Tom Waits più ubriaco. La sua slide guitar e le percussioni di Brenn Beck completano il suono del gruppo: da notare come qualunque cosa possa andare a far parte della sezione ritmica, che siano scatole di cartone, bidoni di metallo o campanacci da vacca.Bring Yo’ Ass To The Table è un disco che fa muovere il culo, che costringe ad alzare il volume dello stereo fino a far urlare il cane dei vicini. Il groove di “Wash It” fa solo da introduzione a quaranta minuti di festa sudata e senza limiti, in cui spegnere il cervello e chiudere gli occhi, abbandonandosi alla frenesia di una musica primitiva, senza nessun orpello. Non c’è bisogno di trattare di massimi sistemi, del significato della vita o del sesso degli angeli per colpire i propri ascoltatori: i Left Lane Cruisers riescono a farlo sia quando parlano di un piatto di maiale e fagioli (“Pork n’ Beans”), sia quando attaccano il razzismo (“Justify”), senza mostrare alcun tentennamento nel passaggio tra i due argomenti. Il segreto sta nello pestare sui propri strumenti e urlare come se non ci fosse un domani.Joe Evans e Brenn Beck mostrano al mondo quale sia il vero modo di fare garage influenzato dal blues con un duo chitarra\batteria: buttate pure nel cesso i dischi dei White Stripes e tenetene giusto un paio dei più recenti Black Keys (che escono sotto Alive Records proprio come i due dell’Indiana), tanto non li ascolterete più. Qua c’è la vera sporcizia, qua c’è il vero suono del garage, perché i Left Lane Cruiser da quel garage non sono mai usciti. Se un maestro c’è stato, di certo non sono i gruppi succitati, quanto piuttosto il vagabondo Seasick Steve.

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