MOTORAMA

Categories:Concerti, Gli artisti

RUMORE n. 198-199 luglio/agosto 2008 – Claudio Sorge (ITALY) Voto: 8

Rieccoci nel claustrofobico junkyard rock and roll delle Motorama. Un duo, Laura e Daniela da Roma, che ferisce a colpi di chitarra-maglio e batteria-arma contundente. Uno ‘stile’ punkgarage simile a quello dei Black Time. Solo che il gruppo inglese, al loro confronto, sembra un dispensatore di dolci carezze…Il secondo lungo appuntamento con le romane lascia stecchiti. Il tocco è ancora più sferzante rispetto a prima. Le ragazze hanno messo a fuoco meglio tutto quanto. Quasi in senso letterale. Partono da secchi accordi primi Gun Club – Black And White – e si fanno via via sempre più convulse. Brani taglienti, accuminati, psicotici. Immaginate una via di mezzo tra i Pussy Galore degli inizi e le Demolition Doll Rods.Ad esempio, mi fa impazzire Chinese Blues, con quel suo groove boogie spastico. Ma non solo. C’è la bella citazione dei Gang Of Four Damaged Goods, che le avvicina al loro gruppo-fratello di Roma, i Cactus. E c’è, alla fine, anche una sorpresa. Una acida ballata al neon, If You Could See Me, sorta di no-fi Velvet, con ospite nientemeno che Margaret Doll Rod. Degno fuoco d’artificio finale per un album a dir poco esplosivo.Il MUCCHIO SELVAGGIO – Fuori dal mucchio di Federico Guglielmi (ITALY)Una dozzina d’anni di attività dipanatasi attraverso frequenti concerti in Italia e fuori, qualche singolo, un album d’esordio (No Bass Fidelity, 2003) curato in studio da Bugo e soprattutto una gran bella reputazione di bad girls (ma con un cuore grande così): questo il ruolino di marcia delle Motorama, il cui secondo lavoro sulla lunga distanza è stato appena edito in cd dalla Dead Beat di Cleveland (il vinile sarà disponibile a settembre su Radiation). Nel frattempo, il gruppo romano si è ridotto a duo con la chitarrista Daniela a occuparsi anche della voce solista e la batterista Laura ad affiancarla ai cori: un minimalismo che tuttavia non traspare dalla formula, all’insegna di un poderoso punk’n’roll in chiave lo-fi la cui cruda, isterica spigolosità ben si concilia con le azzeccate aperture arty (si vedano ad esempio gli inserti di synth, sempre gestito da Daniela). Dodici episodi per lo più fulminei (solo due superano i tre minuti) per quasi mezz’ora di entertainment distorto, trascinante, ricco di genuina e selvaggia passione. Gentil sesso? Ma fatemi il piacere, le Motorama hanno più coglioni di un plotone di marines …

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